Gli NFT e l’arte digitale

Nei primi mesi di quest’anno ha preso sempre più piede un nuovo modo di commerciare in opere digitali.

Hanno fatto la loro apparizione gli NFT e che piaccia o no, che siano una bolla speculativa o meno, vanno veramente forte.

Ma cosa sono gli NFT? Gli NFT sono i Non Fungible Tokens ovvero dei “gettoni”, dei pezzi di codice scritti in una blockchain. Questi Tokens (gettoni digitali) sono immateriali ma hanno la capacità di conservare dei dati e nel caso delle opere digitali è molto utile, quindi chi detiene il Token diventa anche il possessore dell’opera digitale a esso collegata.

In pratica nel momento in cui comprate un’opera d’arte, l’NFT ad essa univocamente collegato dimostra che quell’opera d’arte digitale è di vostra proprietà ed essendo conservato su una blockchain non può essere copiato, contraffatto o rubato).

Con questo sistema è possibile vendere e comprare gif animate, videoclip o immagini ad alta risoluzione. Per capire il fenomeno dobbiamo guardare alle ultime transazioni avvenute negli scorsi mesi.

Il 19 febbraio 2021 è stata venduta all’asta la celeberrima gif Nyan Cat al prezzo folle di 545mila dollari, per chi avesse la curiosità di vedere cosa è stato venduto a quella cifra non dovrà fare altro che cercare in qualsiasi motore di ricerca il nome del meme: Nyan Cat.

Un’altra vendita, questa volta milionaria, ha interessato l’artista Michael Joseph Winkelmann conosciuto come Beeple o Beeple Crap.

La casa d’aste Christies ha messo in vendita un pacchetto di opere di Beeple e l’asta ha raggiunto un prezzo di vendita di 70 milioni di dollari.

Quotazione che supera di molti milioni anche opere “reali” di famosi pittori.

Il giro d’affari degli NFT è iniziato un paio d’anni fa con un volume di compravendite di poche migliaia di dollari, ma a partire dal novembre 2020 questo era già arrivato a 1,5 milioni di dollari e il mese scorso hanno superato i 120 milioni di dollari (fonte Crypto.art). E’ molto probabile che nel prossimo futuro vi sia un ridimensionamento del giro d’affari quantomeno nella valutazione delle singole opere d’arte.

Non vedremo però scomparire gli NFT e la ragione è semplice: garantiscono l’originalità di un’opera d’arte dando nel contempo la possibilità di risalire a tutte le transazioni effettuate certificando in modo immutabile lo storico dei possessori di una determinata opera d’arte.

di Massimiliano Merzi