RINNOVO DEL CCNL DEI DIRIGENTI, DIRIGENTI MEDICI E PROFESSIONISTI DELLE AMMINISTRAZIONI DELLE FUNZIONI CENTRALI.

Nelle settimane scorse si è aperto all’ARAN il tavolo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell’Area Funzioni Centrali, il Settore che riguarda dirigenti, dirigenti medici e professionisti delle Amministrazioni Statali e pubbliche, degli Enti Pubblici non Economici e delle Agenzie Fiscali. Ricordiamo che anche per queste categorie, come avvenuto per il restante […]

Pubblicato il 26/06/2018

Michele DI LULLO

aran

Nelle settimane scorse si è aperto all’ARAN il tavolo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell’Area Funzioni Centrali, il Settore che riguarda dirigenti, dirigenti medici e professionisti delle Amministrazioni Statali e pubbliche, degli Enti Pubblici non Economici e delle Agenzie Fiscali.
Ricordiamo che anche per queste categorie, come avvenuto per il restante personale dipendente, si è proceduto ad una aggregazione di differenti realtà, per effetto del Contratto Quadro 13 luglio 2016 che ha disciplinato la riduzione dei Comparti disposta dall’art. 54 della Legge 150, c.d. Riforma Brunetta.

Le Confederazioni Autonome della dirigenza, che in questa Area hanno una rappresentatività che supera il 50%, hanno trovato numerosi punti di incontro tra le richieste contenute nelle loro piattaforme rivendicative, tanto da decidere di iniziare il confronto con l’ARAN sulla base di una unità d’intenti.
CIDA, CODIRP (con FLEPAR), CONFEDIR (con DIRSTAT FIALP) e COSMED, hanno prodotto anche un documento unitario, contenente le linee guida essenziali per uno positivo svolgimento della trattativa, da concludere in tempi ragionevoli. Tra i punti principali segnaliamo:

  • la struttura del Contratto, pur nell’ottica della omogeneizzazione di alcuni istituti, dovrà conservare e salvaguardare le specificità professionali
  • un ampliamento del confronto sindacale, in particolare per le materie riguardanti l’organizzazione, la valutazione, la mobilità
  • definizione, nell’ambito della contrattazione, degli istituti legati alla valutazione delle performance per l’attribuzione dei premi e delle indennità
  • garanzie sull’autonomia e sulla stabilità dei dirigenti e, quindi, attribuzioni degli incarichi con oggettività, imparzialità e trasparenza; analoghe garanzie nei casi di revoca degli incarichi
  • limitazione all’outsourcing
  • estensione al personale dell’Area degli istituti contrattuali inerenti il c.d. welfare aziendale

Per la parte economica, oltre all’adeguamento delle retribuzioni ferme da oltre sette anni, si pone l’accento in particolare sulla salvaguardia dei trattamenti previsti nell’utilizzo dei Fondi di Ente, anche mediante il recupero di risorse destinate ad incrementare le dotazioni degli stessi Fondi.
Si prevede, inoltre:
– il divieto alle amministrazioni di porre limiti e di porre tetti alle retribuzioni inferiori a quelli previsti dalle norme
– la limitazioni agli incarichi ad interim
– il collegamento delle retribuzioni dei dirigenti, delle diverse amministrazioni, all’effettivo “peso” delle posizioni e delle funzioni ricoperte, nonché alla performance organizzativa
– riguardo alla omnicomprensività della retribuzione, attento esame degli incarichi non direttamente rientranti nei normali compiti di servizio.

Da un primo esame del testo consegnato dall’ARAN all’apertura delle trattative, sono emersi alcuni punti sui quali le citate Confederazioni hanno trovato alcune convergenze:
– la correttezza di massima dell’impianto presentato dall’ARAN che, pur mantenendo le ovvie differenze per ciascuna delle categorie prese in considerazione, prevede un’ampia parte comune per favorire semplificazione e omogeneizzazione
– la necessità di una più estesa valorizzazione della partecipazione sindacale nell’ambito degli spazi consentiti di confronto e contrattazione, in special modo rispetto ai criteri che attengano alla macro organizzazione dei servizi
– la necessità di rafforzare e tutelare la stabilità e la chiarezza dei criteri per conferire gli incarichi dirigenziali
– la imprescindibile necessità di prevedere un’apposita articolazione con specifica disciplina per le peculiari figure mediche nell’ottica dell’omogeneizzazione al fine di non frammentare le tutele.

Nell’ottica di una proficua collaborazione la riunione si è chiusa con il rinvio ad una prossima da tenersi a breve per proseguire la discussione».(ANSA).

Ci preme infine riportare più specificamente il contenuto delle riflessioni portate al tavola dalla delegazione DIRSTAT FIALP.
In primo luogo è stato evidenziato il disagio della categoria per la scarsità delle risorse economiche destinate alla cosiddetta dirigenza privatizzata, in aperto contrasto con le generose risorse destinate alla dirigenza “non contrattualizzata” (alti gradi militari, professori universitari, prefetti, diplomatici, magistrati).
Nella bozza presentata dall’ARAN è prevista una parte comune a dirigenti, i dirigenti medici ed i professionisti e la riproposizione di sezioni per le diverse e specifiche categorie professionali. Ciò al fine di garantire le tutele e le finalità per il buon andamento dell’amministrazione, come richiesto dall’art. 97 della Costituzione.
Si è preso atto del tentativo di dare maggior spazio e vigore alle relazioni sindacali, ad esempio inserendo fra l’informativa e la contrattazione integrativa l’ipotesi del “confronto”, peraltro non ben delineato. Rimane sullo sfondo il rischio, in assenza di una definizione chiara, di lasciare alle Amministrazioni una eccessiva discrezionalità, come accade attualmente, con gravi ricadute in termini di contenzioso con ovvi riflessi sull’organizzazione e, quindi, sulla produttività.
Di conseguenza è necessario specificare meglio la procedura di confronto, inserendo un qualche vincolo per l’Amministrazione o, in subordine, agire sul riparto delle materie, spostando quanta più materia possibile dal confronto alla contrattazione integrativa, come ad esempio per i criteri relativi alle procedure di attribuzione dei livelli differenziati e dei coordinamenti, o per la disciplina dell’attività libero professionale dei dirigenti medici.
A tal fine andrà ben specificato il perimetro che comprende la mera organizzazione e cosa invece, avendo riflessi sul trattamento economico, dovrà essere ricondotto alla contrattazione.
Nel contratto si dovrà tener conto della normativa intervenuta negli anni di vacanza contrattuale. Si fa riferimento, ad esempio, ai legali (legge 247/2012), all’ordinamento e ai  compensi professionali (legge 114/2014).

Per l’Area medica, con vivo disappunto, abbiamo rilevato la scomparsa l’Area Medica ed il suo conglobamento nell’Area unica dei professionisti.
Così, dopo ben 32 anni di storia e prassi regolamentata nei singoli Enti Previdenziali (per i medici ex EPNE significherebbe un ritorno al lontano 1975, vedi art. 15 legge 70), verrebbero gettate alle ortiche il principio della unicità delle funzioni mediche pubbliche (attuata con la legge 833/1978 e successivi provvedimenti) e la volontà legislativa di sostenere uno stretto rapporto economico-normativo dei medici previdenziali col SSN, come dimostra anche l’inserimento nel nostro stesso tavolo dei medici del Ministero della Salute.
Si è, quindi, fatto rilevare alla parte pubblica il nostro chiaro dissenso e il ripristino nel CCNL, senza indugi,  delle specifiche sezioni per dirigenti, dirigenti medici e professionisti.

In relazione al capitolo delle relazioni sindacali, la DIRSTAT FIALP ha ribadito la contrarietà allo spostamento di alcune materie a semplice oggetto di confronto anziché di contrattazione, quali:

  • i criteri generali dei sistemi di affidamento e revoca degli incarichi;
  • l’effettiva definizione delle forme e delle modalità di esercizio dell’attività libero-professionale;
  • i criteri dei sistemi di valutazione e la graduazione delle funzioni dei dirigenti medici e dei professionisti, ripristinandone la competenza nell’ambito della contrattazione integrativa, come disciplinato nel vigente CCNL 2006-09.

Infine si è ribadita la necessità, in linea con quanto previsto nella piattaforma rivendicativa DIRSTAT FIALP, di una adeguata collocazione nei settori contrattualizzati dell’Area Funzioni Centrali, in specifiche sezioni, anche dei professionisti iscritti agli albi professionali e che esercitino compiutamente tali funzioni con le conseguenti responsabilità.

L’insediamento del nuovo Governo e, quindi, del nuovo Ministro per la Funzione Pubblica, la senatrice Giulia Bongiorno, ha comportato uno slittamento dei tempi di convocazione di una nuova riunione.
L’esigenza per l’ARAN di rapportarsi al nuovo Esecutivo ed al nuovo Ministro risulta evidente.
Il prossimo incontro, comunque, è già fissato per i primi giorni del prossimo mese di luglio.

2018 - 02

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