Ciao Gigi

Questo mese di Novembre non possiamo certo dire che sia iniziato sotto i migliori auspici. Nel resto del mondo ed in particolare nel nostro Paese l’espansione della seconda ondata della pandemia da Covid-19, monitorata con attenzione dal Comitato Tecnico Scientifico e dal governo, ha previsto con il Dpcm del 3 novembre l’adozione di misure di prevenzione e riduzione della diffusione su tutto il territorio nazionale, suddivise per aree di criticità, per contenere l’aumento giornaliero dei numeri di contagio e le relative conseguenze, che purtroppo ci stanno colpendo gravemente sia a livello sanitario che economico. Sono giorni difficili e problematici anche nel cambiamento di abitudini, comportamenti e relazioni umane, resi ancor più incomprensibili per la perdita di rappresentanti emblematici della nostra cultura, che ci hanno accompagnato nel corso della nostra vita, con rappresentazioni della realtà attraverso il talento artistico, la sensibilità creativa, la capacità di trasmettere buon umore e profondi sentimenti. Un pensiero, un ricordo ed un ringraziamento da parte di vecchie e nuove generazioni è partecipato verso un uomo ed artista intramontabile, Gigi Proietti, che lo scorso 2 novembre, è venuto a mancare inaspettatamente, a cui rivolgiamo un vivo saluto con un piccolo tributo redazionale e la testimonianza visiva di una delle sue innumerevoli e magistrali interpretazioni teatrali (La Direzione).

Ciao Gigi

Anno Domini 2020, 2 novembre, Gigi Proietti, è morto il giorno del suo compleanno, l’ottantesimo, lasciandoci tutti con un senso di vuoto improvviso. Era cardiopatico e proprio per questo motivo era stato testimonial per la polizia al fine di invitare gli anziani a restare a casa durante la chiusura, dovuta alla pandemia che quest’anno ha segnato e continua a segnare tutto il mondo. Le sue parole, pronunciate con allegria, per infondere ottimismo, mentre il video riprendeva il Colosseo e Roma svuotata dalle persone con solo le auto della polizia in giro, sono queste: “Salve sono Gigi Proietti, vi saluto da casa mia! Parlo a voi non più giovanissimi e quindi miei coetanei, (risatina) il tempo passa per tutti, ne abbiamo visti di momenti difficili, ma vedrete, supereremo anche questo! Per la tradizione noi anziani dovremmo essere i più saggi e quindi, siamo d’esempio alla collettività, restiamo a casa, perché più gente obbedisce a questa disposizione e prima finisce tutto e potremo di nuovo annare ndo ce pare! Una stretta di mano e un abbraccio da Gigi Proietti”. Il video finisce con la sua firma su campo azzurro.

ph Marco Borrelli

Proietti non era nuovo alla collaborazione con le forze dell’ordine, per anni ha dato vita alla famosissima serie televisiva “Il Maresciallo Rocca” e per questo motivo ha avuto spesso contatti con l’Arma. Nello spettacolo RAI “Cavalli di battaglia”, il 23 giugno 2018 ha cantato, accompagnato dalla Banda dell’Arma la famosa canzone romana “Tanto pe cantà”.

La rivista “Il Carabiniere” gli aveva dedicato una bellissima vignetta, in cui lui, nelle vesti del Maresciallo Rocca, doveva spegnere le candeline del suo 80° compleanno.

L’Arma dei Carabinieri, postando una sua foto in divisa, ha twittato il suo salutocon queste parole: “Ha saputo farci sorridere con tanti personaggi e mille sguardi, espressioni, barzellette. Noi vogliamo continuare a ricordarti così, col volto del Maresciallo Rocca, che hai interpretato con umanità, passione e la giusta dose di ironia. Ciao #gigiproietti”.

Tutti sappiamo chi era Gigi Proietti: il mattatore, il Maresciallo Rocca, Il cavaliere nero, Mandrake in Febbre di cavallo, Caro Petrolini, Cyrano, I sette re di Roma e tanto altro, fra le sue ultime interpretazioni, a cui era affezionatissimo, quella di Mangiafuoco nel Pinocchio di Matteo Garrone.

Televisione, cinema, doppiaggio, teatro, era un Maestro, un trasformista, l’uomo dai mille volti. Come doppiatore ha prestato la sua voce ai miti internazionali: Marlon Brando, Robert De Niro, Dustin Hoffman. A chi gli chiedeva cosa serve per fare l’attore rispondeva: La salute e deve funzionare la testa.

Era anche insegnante di teatro, l’anno scorso, in aprile, l’Università di Tor Vergata lo aveva nominato Professore Emerito Honoris Causa e la cerimonia si è tenuta presso l’Auditorium Ennio Morricone della Macroarea di Lettere e Filosofia. Questo titolo ha a sostegno le seguenti motivazioni “Costantemente attento a coniugare, grazie anche alla sua straordinaria poliedricità attoriale, la ricerca artistica con la tradizione, Gigi Proietti è una delle personalità della scena italiana che ha accompagnato almeno tre generazioni di spettatori, attraversando e caratterizzando con le sue performance cinquant’anni della storia artistica e sociale dell’Italia”. Direttore artistico, regista, insegnante di teatro, nella sua carriera artistica riesce a mostrarsi insieme, appassionatamente radicato al suo territorio, eppur attento ad istituire con accortezza dinamiche di sprovincializzazione. Proietti diventa così, in anni difficili da questo punto di vista, una parte importante, ma soprattutto virtuosa, della storia della città di Roma, in un tenace tentativo di mantenere in dialogo fra loro le componenti sociali e culturali di un insieme culturale, che si stava e forse si sta ancora disgregando”.

Era nato in Via Giulia, al centro di Roma, città di cui era innamorato, e Roma lo ricambiava come una madre. Era rimasto umile nonostante la fama, era sempre il ragazzo dell’oratorio e non ha mai fatto pesare la sua cultura e il suo successo.

Come cantante, aveva una meravigliosa voce baritonale e le note del Barcarolo, di “Nina si voi dormite”, risuonano ancora nei nostri cuori, così come la canzone “Nun Je dà retta Roma”, che ha sottolineato il film Tosca del 1973.

Il legame con la compagna svedese Sagitta, conosciuta quando lei era in vacanza a Roma e che gli ha dato due figlie, Susanna e Carlotta, a cui ha trasmesso doti artistiche, si è spezzato solo con la morte, un rapporto fortissimo e profondo durato oltre cinquant’anni, come la carriera artistica del nostro amato attore.

Gigi Proietti è morto a Villa Margherita nel quartiere Nomentano a Roma, la città, sua “Madre” si è stretta intorno al suo Gigi: molte persone e artisti si sono recati presso la casa di cura per salutare l’attore, recando con sé un semplice mazzo di fiori. Ben presto il lungo muretto davanti all’ingresso della clinica, si è riempito di questi mazzi con biglietti di saluto, fra i quali una rosa rossa con un foglio in stampatello: “Sta mandrakata nun ce la dovevi fa” Grazie per quello che c’hai dato Luca e Silvia”. Una vera e propria folla dai volti commossi e visi pieni di lacrime. E’ stato proclamato il lutto cittadino, il feretro accompagnato dalle moto dei vigili urbani e ali di folla plaudente lo ha salutato. Il funerale si è svolto al Globe Theatre, teatro Shakesperiano che lui dirigeva da anni con grande successo. La diretta Rai è durata dalle 6.45 del mattino fino alle 13.30, dopo la conclusione della funzione religiosa officiata nella chiesa degli Artisti. Fra i vari saluti spiccano le bellissime le parole pronunciate da Enrico Brignano, allievo e amico di Proietti: “Maestro mio è arrivato il momento del saluto. Se fossi stato bravo come te avrei composto un sonetto o una poesia…Ma io non lo so fare non so capace e allora lo faccio in prosa a modo mio, come mi viene meglio. Anche se mi viene difficile trovare la forza per salutare te, che sei stato il mio mentore. Eri, sei, un gigante con cui ci siamo dovuti confrontare. Sei stato anche il nostro riparo quando abbiamo avuto bisogno. Grazie Gigi, eri e sei pura luce. Mi piace immaginarti sereno nel viaggio che hai intrapreso, certo di aver fatto un buon lavoro… Non ci sarai per un po’ di tempo. Vedi, non riesco a dire che non ci sarai ‘più’”.

ph Marco Borrelli

Sulle pareti del Colosseo e di altri monumenti di Roma sono state proiettate le sue foto. Al Tufello, in Via Tonale, angolo Via Capraia, è apparso uno splendido murales con il suo volto.

Era carismatico, elegante, ha lasciato un segno indelebile, guardava il mondo con ironia, con intelligenza.

Aveva scritto un sonetto per la morte di un altro grande attore romano, Alberto Sordi e lo ha recitato al suo funerale, rimproverandolo, perché se n’era “annato”.

Le sue battute erano memorabili… in particolare la barzelletta del 18 periodico… se ci fate caso è nato e morto il 2 novembre… 2 diviso 11 fa 18 periodico… l’ultima battuta ce l’ha lasciata lì!

di Francesca Caracò