L’ASDEP VERSO UNA NUOVA ORGANIZZAZIONE

Un Paese quando non è in condizione di far funzionare le proprie strutture non garantendo i servizi essenziali ai cittadini, rischia davvero il default. Non ci siamo fermati sull’orlo del burrone, stiamo peggio, stiamo fra quelli sospesi in aria in attesa di un qualsivoglia “paracadute divino” che possa farci evitare la catastrofe. E’ questa la drammatica situazione in cui si trova il popolo italiano.

Pubblicato il 12/06/2015

di Pierino RE

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Un Paese quando non è in condizione di far funzionare le proprie strutture non garantendo i servizi essenziali ai cittadini, rischia davvero il default. Non ci siamo fermati sull’orlo del burrone, stiamo peggio, stiamo fra quelli sospesi in aria in attesa di un qualsivoglia “paracadute divino” che possa farci evitare la catastrofe. E’ questa la drammatica situazione in cui si trova il popolo italiano.
In tema di stato sociale il comparto Previdenziale e del welfare, non a caso, è stato definito la punta di diamante della Pubblica Amministrazione. Infatti, per quanto ci riguarda, il nostro settore ha sempre assicurato a tutti i fruitori, servizi certi, correnti e a costi contenuti. Anche in campo sanitario-assistenziale i cosiddetti, essenziali Enti Mutualistici facenti parte del parastato, si sono sempre contraddistinti per la loro funzionalità, economicità e correntezza delle prestazioni. Soprattutto, in merito alla gestione delle spese ospedaliere pubbliche e delle cliniche private convenzionate, i ferrei controlli operati da personale altamente specializzato, hanno consentito di mantenere l‘equilibrio dei costi, a favore del contenimento della spesa pubblica.
La riforma sanitaria, giustamente concepita per dare a tutti l’assistenza gratuita di cittadinanza, ha fatto tabula rasa dei predetti Enti mutualistici. Purtroppo, l’errore marchiano commesso dal legislatore è stato quello di affidare alla politica e ai politicanti la gestione di un servizio così delicato ed essenziale per la società civile. In una notte buia, piovosa e umida, sostituendosi alle gestioni monolitiche degli Enti Nazionali di Assistenza malattia, sono nati come funghi, (perlopiù avvelenati dai continui contrasti politici) tantissimi “centrini” di potere, con tantissimi Presidenti, Direttori Generali, Consigli di Amministrazione, ecc. ecc., tutti a carico del S.S.N., cioè della collettività. Se da un lato si è proceduto a razionalizzare gli Enti parastatali assistenziali, dall’altro si è dato il via ad una proliferazione di strutture amministrative e sanitarie, consentendo la proliferazione di un apparato pubblico costosissimo. Tra l’altro, il grosso punto di caduta è stato quello di aver disperso e di non aver salvaguardato le professionalità e le specifiche competenze ed esperienze del passato. Considerate le macroscopiche carenze funzionali ed organizzative di un dispendioso, non attendibile e disomogeneo S.S.N., i pochi Enti parastatali sopravvissuti alle continue trasformazioni istituzionali, sotto la spinta delle OO.SS di categoria, (costituitesi in un pool di soci fondatori), hanno dato vita ad una associazione interenti, con l’intento di rendere meno amara la fruizione di prestazioni sanitarie, ospedaliere e di riabilitazione integrative al S.S.N. nonché di premorienza. Lo scopo dell’Associazione è quello di assicurare e rendere meno problematico e più semplice il ricorso a tutte le prestazioni sanitarie previste dalla polizza contrattuale. L’attuale C.d.A. di ASDEP, lavorando per anni in piena solitudine, dopo aver evitato un lungo percorso minato (il rischio di saltare c’è stato in ogni momento) si è alfine imposto e si sta rafforzando, lavorando in sintonia con l’altro Organismo statutario denominato Assemblea. Ciò può solo significare che qualsivoglia sistema duale, pur nella specificità dei propri organi, se animato da scelte condivise ed opera in maniera unitaria, può davvero funzionare ed assolvere pienamente il proprio ruolo istituzionale. Ancora c’è molto da fare, ma, pezzo per pezzo, si sta costruendo qualcosa di importante per i lavoratori e i pensionati del nostro comparto. Anche la battaglia, da noi sostenuta fin dalla nascita di ASDEP, è stata finalmente vinta.