LA NUOVA POLITICA DEI VERTICI INPS

Si parla sempre del futuro del Paese, ed il nostro futuro? E del futuro del nostro … INPS? Non proprio !!
Allora di chi è la responsabilità ? Della politica? In gran parte sicuramente, ma è anche nelle mani di una disorganizzazione aziendale creata da conflitti interni e da un vertice che non vuole sottoscrivere il CCNI 2015 e non vuole bandire i passaggi all’interno delle Aree benché finanziati dal fondo di Ente.
Il Presidente in tv incolpa il Parlamento di avere ostacolato l’invio delle “buste arancioni”, parla di una possibile ritorsione per avere proposto l’abolizione dei vitalizi.
Ma perché non si adopera per un progetto speciale ad hoc con risorse interne per la consegna ai cittadini ed ai patronati delle buste???
Già in passato, presso la Commissione Lavoro della Camera, sulla vicenda Vigilanza, il Presidente aveva apertamente definito uno sperpero l’istituzione del neo Ispettorato ed anche in quella circostanza gli furono tagliuzzate le ali. Ieri il Governo lo stoppa anche sulle pensioni anticipate.
Quanto, e sino a quando potrà “resistere” ancora? Sino a quando l’amor proprio gli consentirà di presiedere una colossale organizzazione che qualcuno intende chiaramente smantellare? Anche perché i risultati, in termini di accoglimento delle proposte, non arrivano. Allora sarebbe il caso di operare laddove è possibile intervenire senza attendere il nulla osta del Ministro del Lavoro.
La riorganizzazione dell’Ente deve basare le proprie fondamenta sul rafforzamento dei poteri conferiti dalla Legge 88/89. L’autonomia, in termini di risultato, ha sempre pagato con il raggiungimento di traguardi costantemente più ambiziosi. Le ingerenze politiche, invece, concorrono ad immobilizzare l’Ente.
Si vuole forse che ciò accada? Possiamo permetterci di perdere miliardi di euro per esaudire le discutibilissime volontà politiche e abbandonare il primo pezzo importante che è la Vigilanza?Molti credono che sia una partita già giocata e persa. Noi continuiamo a combattere, nelle aule dei tribunali con ricorsi per il mancato risarcimento ai pensionati per l’adeguamento economico NON integrale della indicizzazione delle pensioni, e nelle sedi istituzionali Funzione Pubblica ed Aran per il ridicolo stanziamento per il rinnovo contrattuale dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. Oramai non c’è più la concertazione, bisogna ricorrere alla “Giustizia” per vedere riconosciuti i più elementari diritti dei lavoratori.
Pertanto il Presidente indichi al Direttore Generale la strada per nominare immediatamente il D.C. della Vigilanza che non è stato soppresso per decreto, seguendo l’esempio di altri Enti, dichiarando apertamente che l’INPS ha bisogno dei propri dipendenti, tutti i dipendenti, Ispettori compresi per mantenere un servizio quali/quantitativo eccellente.
Impediamo un futuro probabile decreto, che preveda il comando di questi colleghi presso le DTL, così come accade oggi per i Carabinieri.
Noi vorremmo che Presidente e Direttore invece di inviare avvocati per difendere l’INPS nelle controversie che riguardano le legittime istanze dei lavoratori dell’Ente per la tutela dei propri diritti, utilizzassero il loro “potere” per continuare a fornire risposte puntuali ai cittadini e conservare un patrimonio fatto da donne ed uomini che lavorano al servizio di milioni di clienti pur versando in condizioni sempre più economicamente precarie.
Non si tratta della solita “solfa sindacale”, è la spinta a farli riflettere su come essere ricordati negli anni a venire.
Recuperiamo la Vigilanza perché, il riappropriarsi di questa è la prima mossa per difendere i prossimi pezzi che l’Ente potrà vedersi sottratti, cominciando dalle prestazioni a sostegno del reddito. Diversamente, poco per volta, si troveranno al comando di un vascello fantasma e forse a dover per primi abbandonare la nave…