IL CONSIGLIO DI INDIRIZZO E VIGILANZA DELL’INPS PRESENTA IL BILANCIO SOCIALE 2017: ALCUNE OSSERVAZIONI

ll 5 dicembre scorso, prima presso la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani del Senato della Repubblica, nel pomeriggio presso la Direzione Generale dell’INPS, il CIV, Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Istituto, ha presentato il Rendiconto sociale 2017. Il Bilancio Sociale rappresenta uno strumento in grado di esprimere il riconoscimento della dimensione sociale delle attività delle aziende private […]

Pubblicato il 18/12/2018

Michele DI LULLO

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ll 5 dicembre scorso, prima presso la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani del Senato della Repubblica, nel pomeriggio presso la Direzione Generale dell’INPS, il CIV, Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Istituto, ha presentato il Rendiconto sociale 2017.

Il Bilancio Sociale rappresenta uno strumento in grado di esprimere il riconoscimento della dimensione sociale delle attività delle aziende private e pubbliche, rappresentandone una sorta di certificazione sotto il profilo etico.
Per l’INPS, in particolare, è un documento attraverso cui fornire un rendiconto globale della propria missione, dei programmi di azione e delle attività svolte, evidenziando i risultati ottenuti in termini di efficienza, efficacia ed economicità di gestione. In questo Bilancio si evidenziano gli effetti “sociali” prodotti dalle attività dell’INPS, con riferimento ai cittadini beneficiari delle prestazioni previdenziali e assistenziali, al sistema delle imprese, al mondo del lavoro autonomo, agli enti, alle associazioni ed a tutti i soggetti che entrano in relazione con l’Istituto di previdenza.

Di seguito un breve approfondimento su aspetti che hanno attirato la nostra attenzione e che, proprio in queste ore, sono stati oggetto del confronto che la CISAL ha avuto con il Presidente del Consiglio dei Ministri e che, prossimamente, saranno sviluppati con i diversi Ministri per le loro rispettive competenze.
Rimandando al comunicato stampa della Confederazione CISAL, presente in altra pagina di questo numero de “il nuovo Panorama Sindacale”, rimarchiamo come in questo incontro la CISAL abbia richiesto con decisione una razionalizzazione della P.A., che in questi anni ha visto nascere agenzie, enti e società partecipate da enti pubblici, producendo inefficienze e sprechi.
Inoltre, per maggiore attinenza agli argomenti che trattiamo, riportiamo la richiesta della CISAL per la soppressione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e per il ripristino delle precedenti competenze di INPS, INAIL e Ministero del Lavoro.
La CISAL, poi, ha auspicato un rinnovo dei vertici di enti e aziende di stato che avvenga all’insegna di una reale discontinuità con il passato, a cominciare dal rinnovo della governance dell’INPS.

Tornando al Bilancio sociale 2017, note deludenti quelle espresse dal CIV Inps sugli effetti dell’azione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, l’Agenzia unica istituita a seguito dell’entrata in vigore del Decreto legislativo n. 149/2015, dal 14 settembre 2015, per svolgere le attività ispettive già esercitate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dall’INPS e dall’INAIL.
Confrontando i dati del 2017 con quelli dell’anno precedente, i risultati nel campo del contrasto all’evasione ed all’elusione contributiva mostrano il segno meno in diversi indicatori:
il numero di ispezioni cala di oltre il 30%, 124 sono i milioni di euro accertati in meno (-13%), crolla di oltre un terzo il numero di “lavoratori in nero”, o meglio di rapporti di lavoro fittizi riscontrati ai fini dell’indebita fruizione di agevolazioni contributive.
Il numero di ispettori Inps continua a calare, meno oltre il 3% nel solo anno in esame, con un trend che proseguirà ed accelererà nel prossimo futuro.

Dalla lettura della relazione del CIV traspare, a nostro parere, una critica neppure troppo velata alla situazione della governance ed alla riorganizzazione della presenza dell’Istituto sul territorio.
La figura del Presidente da anni accentra su di sé (legge 122/2010) anche le competenze in precedenza attribuite al Consiglio di amministrazione. Più volte le nostre strutture sindacali hanno sintetizzato la situazione parlando di: “un uomo solo al comando”. Al CIV resta la definizione delle linee di indirizzo generali e degli obiettivi strategici, nonché l’approvazione dei bilanci, al Direttore generale la responsabilità della tecnostruttura.

Negli ultimi anni, con scelte che sembrano proseguire in continuità, l’Inps ha perso Agenzie sul territorio, declassato sedi e destrutturato la funzione di Direzioni regionali, istituendo Coordinamenti metropolitani e, così, facendo venir meno l’unicità dei rapporti con le Regioni.

Concludiamo con la situazione del personale dell’Istituto.
Nel settembre scorso, dopo le dichiarazioni del ministro della P.A. Giulia Bongiorno, riguardo le assunzioni di 450.000 lavoratori nella pubblica amministrazione con l’obiettivo di arrivare a coprire il 100% delle uscite per pensionamenti previste nel prossimo triennio, pubblicammo le nostre considerazioni stimolati, altresì, dalle dichiarazioni del presidente dell’Inps Boeri che, proprio in quei giorni manifestava le difficoltà dell’Istituto nelle attività di verifica e di controllo sulle prestazioni di “malattia”, sia nel settore pubblico sia nel settore privato.
L’Inps controlla solo il 5% delle certificazioni”, dichiarava il Presidente, contestando anche aspetti procedurali ma sorvolando sulla necessità di incrementare la dotazione di personale sanitario, medico ed infermieristico, nonché di supporto amministrativo.
Coglievamo l’occasione, poi, della pubblicazione, da parte dell’ARAN, l’Agenzia di rappresentanza negoziale, di un aggiornamento di dati statistici inerenti, in particolare, le età anagrafiche e le anzianità di servizio del personale della P. A. nei diversi settori, per denunciare ancora la drammaticità della carenza di personale in molti settori, con il rischio, nel futuro immediato, di un forte ridimensionamento delle prestazioni e dei servizi forniti ai cittadini ed alle imprese.
Per l’Inps i dati, di conseguenza i rischi, appaiono se non in linea addirittura più negativi di quelli medi nella P.A.. Assolutamente insufficienti i numeri dei nuovi arrivi, delle nuove assunzioni conseguenti le procedure concorsuali concluse o in via di conclusione in questi mesi.
Paradossale, infine, è la situazione attualmente creatasi con un Presidente che, immemore di quanto appena illustrato, ha deliberato una nuova pianta organica, giudicata inadeguata ed insufficiente e quindi apertamente contestata dal nostro Sindacato autonomo e dagli altri Sindacati rappresentativi.