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L’IMPREVIDENZA SOCIALE ITALIANA VERSO UN NUOVO FALLIMENTO – Ci vuole un’amministrazione controllata del dissesto per rifondare il sistema previdenziale

12/06/2015

E’ passata una generazione dalla riforma del sistema previdenziale così detta “Amato” fondata su un presunto sostegno aggiuntivo della previdenza complementare volontaria da fornire alla sempre più traballante previdenza obbligatoria, e – come al solito nel nostro Paese, regno dell’improvvisazione e dell’impreparazione di una classe politica e burocratica sorta a metà del secolo scorso sotto il segno del consociativismo sindacale – qualcuno scopre l’acqua calda. …

di Tommaso TESTA

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RAPPRESENTANZA E RAPPRESENTATIVITA’’

12/06/2015

Nei primi giorni di giugno la stampa nazionale ha dato ampio risalto alla notizia dell’accordo, sottoscritto il 31 maggio 2013, tra la Confindustria e le Organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL in materia di rappresentanza e rappresentatività. Con tale intesa le parti hanno convenuto di dare applicazione all’accordo del 28 giugno 2011, fissando i principi ai quali ispirare la regolamentazione attuativa e le necessarie convenzioni con gli enti interessati. Queste le principali novità contenute nella predetta intesa …

di Pasquale FIORE

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SULL’ORLO DEL BARATRO

12/06/2015

Ogni giorno è come sfogliare i petali della margherita, cade o non cade. L’interrogativo ovviamente è riferito al Governo Letta che si regge, con tutti i rischi che ne derivano, soltanto sulla base della condivisione o meno degli obiettivi che si vogliono raggiungere da parte delle forze che lo compongono. Soprattutto i rapporti tra PD e PDL, che sono i maggiori sostenitori di questa coalizione, sono alquanto precari ….

di Paolo STASSI

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La valutazione del merito (anche a prescindere dall’attribuzione di specifici riconoscimenti) – Riflessioni

12/06/2015

C’è una domanda diffusa di “rendere giustizia ai migliori”?
Se c’è, come sembra, non basta dare una risposta generica e scontata, specie se affermativa.
E’ invece necessario riflettere ed assumerla come “punto fermo” e quindi come “un problema da risolvere”.
Ebbene, cogliere le differenze non significa “volontà di differenziare” ma, più semplicemente, capacità di rilevarle, capirle, interpretarle e rappresentarle (quelle differenze) per …

di Aldo URBINI